"Siamo anche un po`psichologi"

10/07/2024, 08:00

Una volta venivano chiamati ispettori d’igiene, oggi la loro denominazione ufficiale è “Tecnici della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro”. Specialmente in estate questo gruppo professionale è molto attivo – poiché si tratta di garantire l’igiene nelle piscine, nelle malghe e negli hotel di tutta la provincia.

Armin Oberlechner del Comprensorio di Brunico svolge il suo lavoro da 25 anni: “Sceglierei nuovamente questa professione perché è molto varia. Siamo in giro per 3,5 giorni alla settimana, molto a contatto con la natura, poco alla scrivania”. Saper trattare in maniera adeguata le persone è una cosa che bisognerebbe voler e saper fare, perché le visite – Oberlechner e il suo collega si occupano principalmente dell’igiene dell’acqua potabile e di quella per le piscine – non sono sempre viste positivamente, soprattutto perché i tecnici si presentano senza preavviso.

Tuttavia, di solito, tutto è in ordine, soprattutto nelle piscine pubbliche: “Al giorno d’oggi quasi tutte hanno un tecnico ben preparato che controlla costantemente il tutto. A volte è un po’ più critico negli alberghi, dove l’igiene ottimale dell’acqua dipende dalla corretta manutenzione da parte del proprietario. Ma noi cerchiamo sempre di fornire dei consigli utili e dare informazioni precise. In questo senso, siamo anche un po’ psicologi”. Se c’è qualcosa da contestare segue sempre un controllo e nei casi più rari le piscine o l’idromassaggio devono essere chiusi per un po’. Le amate vasche idromassaggio dei centri benessere sono particolarmente a rischio di infestazione da legionella perché l’acqua calda facilita la moltiplicazione dei batteri. “In passato, le persone malate e fragili di solito non andavano neanche in vacanza, oggi la situazione è cambiata. Se queste entrano nella vasca idromassaggio possono contrarre malattie che portano a compromettere la loro salute", afferma Oberlechner.

Il gruppo guidato da Klaus Jakomet, del Servizio veterinario, svolge una funzione di ispezione completamente diversa: i suoi uomini e le sue donne ispezionano le aziende agricole che producono alimenti di origine animale e controllano la sicurezza dei mangimi. A causa della severa legislazione in questo ambito, le visite agli allevatori e ai proprietari di aziende agricole sono relativamente numerose, “per questo abbiamo un rapporto quasi amichevole con la maggior parte di loro”, afferma Jakomet. Inoltre, i consumatori altoatesini possono stare tranquilli, perché le trasgressioni sono molto rare: “L’anno scorso, ad esempio, ci sono state solo 16 denunce su 670 controlli a campione e anche nel contesto di queste denunce a volte si tratta solo di piccolezze, come la corretta etichettatura”.

La tendenza è quella verso la commercializzazione diretta che è certamente positiva per il consumatore: “Anche se la cotoletta del discount è microbiologicamente sicura, stiamo parlando di una dimensione completamente diversa di valore nutritivo, benessere animale e rispetto per l’ambiente.” E spezza una lancia a favore dei piccoli allevamenti altoatesini: “In quale altro posto al mondo ogni mucca ha il proprio nome?”.

L’estate è alta stagione anche per Thomas Kofler di Brunico: “Arriva il momento di controllare rifugi, agroturismi e malghe”. La sua squadra si occupa di controlli sugli alimenti, dalla coltivazione alla lavorazione fino alla somministrazione. Ad esempio, se le uova per il Kaiserschmarren sono state conservate correttamente. Il consumatore finale deve potersi sentire sicuro: “Controlliamo i locali, gli apparecchi e i contenitori per la conservazione – è anche capitato che gli alimenti fossero conservati in sacchetti di plastica inadatti – la catena del freddo, documenti di formazione…”. È inoltre molto importante misurare le sostanze tossiche presenti nel grasso di frittura, in modo da non considerarlo avariato. I reclami più frequenti riguardano la mancata esecuzione e documentazione degli autocontrolli HACCP e l’inadeguatezza della manutenzione e della pulizia dei locali e delle attrezzature, o una catena del freddo interrotta. In casi molto rari, questo comporta anche denunce penali.

Uno dei casi più eclatanti è stato quello della totale mancanza di refrigerazione: il cibo cotto era stato lasciato aperto in uno stabilimento vicino. Il consiglio di Kofler che vale per tutti: “I cibi cotti, che vengono consumati più in avanti oppure riscaldati, dovrebbero essere raffreddati rapidamente, ad esempio in un bagno di acqua fredda e poi messi in frigorifero. Piatti amati come il riso possono altrimenti causare problemi”.

Dal cibo alla bellezza - negli ultimi anni c’è stato un boom di strutture dedicate all’aspetto esteriore: “Che si tratti di saloni di bellezza, studi di tatuaggi o addirittura di chirurgia estetica, la richiesta c’è, le persone investono sempre di più sull’estetica”, spiega la tecnica Katuscia Cavazzana di Bolzano. “Ispezioniamo saloni di bellezza e strutture sanitarie, dai saloni di parrucchieri a quelli per le unghie, ma anche gli studi dentistici e le cliniche private”. La tecnica assegna alle strutture altoatesine e ai loro gestori un voto generalmente buono: “Le pecore nere sono molto rare e, quando ci sono, spesso sono dovute a una mancanza di informazioni. Soprattutto in periferia a volte capita che le informazioni su certe misure di disinfezione, ad esempio, non siano note. Per questo motivo il nostro è anche un lavoro di consulenza”. Gli appuntamenti sul luogo stesso sono solitamente organizzati in coppia, seguiti dal necessario lavoro d’ufficio. Katuscia Cavazzana ricorda il suo periodo iniziale, circa 30 anni fa: “Prima lavoravamo senza computer, ma oggi nulla funziona se questo si guasta”. A causa del suo lavoro, il suo occhio critico rimane anche nel tempo libero: “Non posso farne a meno nemmeno quando vado dal dentista, il mio occhio controlla sempre”.

Sabine Flarer/traduttrice: Martina Dellasega

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La professione di tecnico della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro è un corso di laurea triennale e viene offerto presso la Scuola Superiore di Sanità Claudiana. Nell’Azienda sanitaria dell’Alto Adige, i tecnici e le tecniche lavorano solitamente presso il Servizio aziendale per l’Igiene e la Sanità pubblica (SISP) o il Servizio aziendale per l’Igiene degli Alimenti e della Nutrizione (SIAN), oltre che nel Servizio veterinario e nei settori della Sicurezza sul Lavoro.