116 - 117
Questo numero facile da memorizzare è già attivo in diversi Paesi dell’Unione Europea, come ad esempio in Germania, quale punto di riferimento per problematiche sanitarie non urgenti. Anche in Alto Adige si lavora intensamente all’istituzione di tale servizio telefonico.
In Italia, la Regione Lombardia ha fatto da apripista, seguita via via dalle altre regioni. Anche nel vicino Trentino il servizio è attivo nella maggior parte delle zone, anche se non ancora ovunque.
Il Direttore generale Christian Kofler spiega in quali casi si può comporre questo numero telefonico: “Chi chiama il 116117 entra in contatto con operatori e operatrici bilingui dell’Azienda sanitaria dell’Alto Adige appositamente formati, che hanno il compito di guidare l’utente verso il servizio più adeguato: attraverso un’intervista strutturata individuano ciò di cui la persona ha bisogno. Poiché la continuità assistenziale in Alto Adige è al momento regolata in modo diverso nelle ore notturne e nei fine settimana, la Centrale, se necessario, mette in contatto il paziente con il medico di medicina generale competente. Sarà poi il medico a ricontattare il paziente e decidere quali ulteriori interventi siano necessari. In caso di problema acuto che non può essere rimandato, verrà attivata la Centrale provinciale d’emergenza, oppure la paziente, rispettivamente il paziente, verrà indirizzato al Pronto soccorso”.
Come dimostrano le esperienze di altre regioni, spesso le persone chiamano semplicemente per avere informazioni, per esempio sugli orari di apertura, sui numeri di telefono, chiarimenti su questioni burocratiche relative all’assistenza sanitaria. Il grande vantaggio è avere un unico numero: indipendente dal tipo di domanda sull’assistenza sanitaria, basta chiamare il 116117 – da qualsiasi luogo, senza prefisso e senza costi.
Alcuni servizi offerti dal 116117 sono obbligatori per legge, altri possono essere forniti come prestazioni aggiuntive. “Il servizio è disponibile 24 ore su 24, la continuità assistenziale, che a lungo termine dovrà essere riorganizzata, è garantita durante la notte e nei fine settimana”, afferma Kofler.
Uno dei primi passi è stata la creazione di un gruppo tecnico, che si occupa dell’attivazione del servizio. Ne fanno parte i seguenti membri:
- Elena Battisti: referente per la Dirigenza tecnico-assistenziale dei servizi territoriali (sostituta: Astrid Santoni)
- Paolo Berenzi: referente per la Centrale provinciale d’emergenza
- Marco Bernardo: referente della Ripartizione Tecnica e patrimonio
- Alessandra Capici: referente per la Direzione medica della Medicina di base (sostituto: Edoardo Maria Terlizzi)
- Magda Cavallucci: referente per la Ripartizione Prestazioni sanitarie e assistenza territoriale
- Lukas Raffl: referente della Ripartizione Comunicazione
- Simone Zancanaro: referente della Ripartizione Informatica
Andreas Federspieler, della società di consulenza Matt & Partner, supporta e coordina il gruppo tecnico di base.
Uno dei compiti del gruppo tecnico è stato quello di elaborare un piano di attivazione entro settembre 2025. Tale piano è stato trasmesso all’Assessorato alla Sanità per la definizione dell’atto di programmazione, che a sua volta deve essere sottoposto all’approvazione del Ministero. Inoltre, dovranno essere avviati i passaggi necessari per avviare la fase pilota della centrale operativa entro il 28 febbraio 2026.
“I nostri compiti principali ora sono la ricerca e la formazione del personale – prevediamo circa 12 persone per garantire il servizio 24 ore su 24 –, l’individuazione di una sede idonea, l’installazione del software appropriato e, a lungo termine, la riorganizzazione della continuità assistenziale in tutta la provincia”, sottolinea il Direttore generale.
Particolarmente importante in questo contesto è la comunicazione: è fondamentale informare le cittadine e i cittadini in quali casi possono e devono chiamare questo numero. Il 116117 dovrebbe essere conosciuto e ricordato dalle persone anche in situazioni di emergenza.
Il servizio è pensato anche per le turiste ed i turisti, che spesso già conoscono questo numero grazie alla sua diffusione a livello europeo.
A partire da febbraio 2026 inizierà la fase di test in un Comprensorio sanitario. “Questa fase non potrà superare i 12 mesi e, in questo periodo, saremo valutati dal Ministero”, spiega Kofler. Dopodiché, si potranno apportare eventuali modifiche e il servizio, che ha sede presso l’Azienda sanitaria dell’Alto Adige, potrà essere esteso agli altri Comprensori.
In questo modo, l’Alto Adige si allinea a molti altri Stati europei. Dopo l’introduzione del numero unico 112 per le emergenze, già estesamente attivo da anni, viene così garantita un’armonizzazione anche per le prestazioni sanitarie non urgenti.
Il numero unico 116117 è previsto a livello comunitario ed è già attivo in molti Paesi europei. In Italia, l’Accordo Stato-Regioni del 24 novembre 2016 e del Decreto Ministeriale 77/2022 ne prevedono l’uso per l’accesso all’assistenza sanitaria non urgente e ad altri servizi sanitari territoriali a bassa intensità assistenziale o priorità.
Sabine Flarer/traduttrice: Martina Dellasega
