La forza delle relazioni
Circa 200 specialisti provenienti da diverse professioni sanitarie hanno partecipato il 19 novembre 2025 presso il Forum di Bressanone al convegno “Relation Based Care” dell’Azienda sanitaria dell’Alto Adige. L’evento si è svolto sotto il motto “Inclusion, Care & Leadership”.
Temi centrali del convegno dell’Azienda sanitaria dell’Alto Adige, svoltosi mercoledì scorso, “Relationship Based Care – la forza delle relazioni nell’assistenza alle pazienti ed ai pazienti”, sono stati la competenza relazionale, il lavoro di squadra ed una cultura di leadership moderna. I partecipanti hanno discusso al Forum di Bressanone come garantire in modo sostenibile la qualità dell’assistenza di fronte ad esigenze sempre crescenti.
Al centro è emerso un dato che ha attraversato tutte le relazioni: le relazioni sono un fattore decisivo per la sicurezza delle persone assistite, la soddisfazione del personale ed il successo terapeutico.
La Ricercatrice in Scienze infermieristiche Claudia Leoni-Scheiber ha messo in guardia da una crescente cultura dello “Shallow Nursing”, nella quale standardizzazione ed i tempi pressanti rischiano di sostituire l’assistenza empatica. Ha presentato risultati di ricerca secondo cui mancanza di comunicazione, interazioni ridotte e tempo di osservazione insufficiente possono portare in modo misurabile a complicazioni e decessi evitabili. Il suo modello alternativo: il Deep Nursing, un’assistenza basata su valori umani, narrazioni e pratica riflessiva – che contribuisce così a decisioni cliniche migliori e ad una maggiore sicurezza delle persone assistite.
L’esperta svizzera in Scienze infermieristiche Barbara Preusse-Bleuler ha mostrato, attraverso numerosi studi, che l’assistenza centrata sulla famiglia aiuta pazienti, familiari e professionisti: migliori strategie di coping, minore carico emotivo, maggiore autoefficacia. “I familiari vogliono capire, essere coinvolti e poter contribuire. Quando lo si rende possibile, la qualità dell’assistenza migliora sensibilmente”, ha affermato Preusse-Bleuler.
Quanto la leadership sia determinante per il successo terapeutico è stato sottolineato dalla professoressa Renate Tewes: fino all’80 per cento degli errori terapeutici sarebbe dovuto a una comunicazione carente. Una leadership orientata alle relazioni – con ruoli chiari, apprezzamento, sicurezza psicologica e comunicazione autentica – riduce i conflitti, rafforza la performance del team e abbassa i tassi di burnout.
Infine, la Direttrice tecnico-assistenziale Marianne Siller ha presentato la nuova strategia di Relationship Based Care dell’Azienda sanitaria dell’Alto Adige. Questa punta fortemente sull’assistenza territoriale, sull’Advanced Nursing Process, sull’assistenza centrata sulla famiglia, su percorsi di carriera orizzontali e su misurazioni mirate degli esiti. Verranno inoltre valutate le potenzialità di IA, automazione e robotica. Siller ha sottolineato che l’approccio mostra già i suoi effetti: maggiore fidelizzazione del personale, meno assenze per malattia, meno errori assistenziali e tempi di degenza più brevi. “La qualità delle relazioni non è un ‘soft skill’ – determina gli outcome”, ha affermato Siller.
Il convegno di Bressanone ha lanciato un messaggio chiaro: un’assistenza centrata sulla persona non è un elemento aggiuntivo, bensì un presupposto per un servizio sanitario funzionante. I modelli presentati puntano sulla vicinanza invece che sulla distanza, sul dialogo invece che sulla burocrazia – e sulle relazioni come fondamento di un sistema sanitario sicuro, moderno e sostenibile.
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