Tenersi attivi è la migliore forma di prevenzione contro il mal di schiena

21/11/2025, 13:00

Nella cornice del “Forum Salute Alto Adige” specialisti e personale medico di diverse discipline hanno informato le/i partecipanti sul tema del mal di schiena: una delle patologie più diffuse dei nostri tempi. Tutti e quattro i relatori hanno indicato l'attività fisica come principale mezzo di prevenzione.

Foto di gruppo: da sin. Thomas Vonmetz, dott. Michael Memminger, dott. Massimo Tripodi, dott.ssa Bettina Wachtler, Thea Leiter, dott. Josef Widmann, dott. Andreas Schwarz (Foto: Ivo Corrà)
Foto di gruppo: da sin. Thomas Vonmetz, dott. Michael Memminger, dott. Massimo Tripodi, dott.ssa Bettina Wachtler, Thea Leiter, dott. Josef Widmann, dott. Andreas Schwarz (Foto: Ivo Corrà)

Giovedì 20 novembre si è tenuta a Brunico una serata informativa, intitolata “Salute a schiena dritta”. Nel salutare gli esperti e le esperte rappresentanti dei diversi settori di specializzazione medica, il Direttore sanitario dott. Josef Widmann ha sottolineato l'importanza della rassegna “Forum Salute Alto Adige” per la promozione del sapere tra le varie fasce della popolazione. Una maggiore consapevolezza su specifiche malattie può, infatti, contribuire a ridurre la richiesta di esami diagnostici non necessari. L'evento era rivolto alla popolazione, con l'obiettivo di informare i presenti con un linguaggio semplice e comprensibile. 

"Il mal di schiena è una malattia molto diffusa", ha spiegato la dott.ssa Bettina Wachtler, Primaria del Reparto di Riabilitazione del Comprensorio sanitario di Brunico. “Dopo raffreddore e influenza, il mal di schiena è il secondo motivo più frequente di consultazione del proprio medico di base. Il 60% della popolazione ne soffre almeno una volta all’anno. Nel 70% dei casi il dolore interessa la colonna lombare”, ha affermato la dott.ssa Wachtler. Il mal di schiena determina costi elevati per il sistema sanitario ed è la causa più frequente di assenza dal lavoro per malattia, rappresentando quindi anche un fattore economico. La percezione e lo sviluppo del dolore dipendono fortemente dalla situazione individuale, poiché la paura, lo stress, lo stato d'animo o anche precedenti esperienze di dolore possono avere un effetto negativo, mentre la distrazione e i pensieri positivi possono essere di sollievo.

Il dott. Michael Kurt Memminger, Primario del Reparto di Ortopedia e Traumatologia dell'Ospedale di Bolzano, ha spiegato che tutte le strutture che compongono la schiena possono essere fonte di dolore. “Se dopo qualche ora di giardinaggio o dopo un viaggio in auto di diverse ore la schiena fa male, non c'è motivo di preoccuparsi”, ha affermato il Primario. Molti di questi dolori sono collegati all'usura fisiologica e all'invecchiamento. In questo caso si parla di dolori aspecifici, ovvero senza una causa chiaramente identificabile. “La buona notizia”, ha affermato Memminger, “è che raramente si tratta di malattie gravi”.

Sia Memminger che Wachtler hanno sconsigliato il ricorso a tecniche di imaging, come radiografie e risonanze magnetiche, in caso di dolori alla schiena aspecifici. Anche le persone senza disturbi mostrano spesso segni di usura dei dischi intervertebrali e delle vertebre, che, nella maggior parte dei casi, non sono correlati al dolore effettivo.

La regola è la terapia conservativa

Diverso è il caso dei dolori dorsali specifici, per i quali è assolutamente necessario un accertamento. Di queste cosiddette “red flags” ha parlato il dott. Massimo Tripodi, medico specialista in Neurochirurgia presso l'Ospedale di Bolzano. È fondamentale riconoscere le “red flags”, ovvero i segnali di allarme di malattie gravi come fratture vertebrali, tumori, infezioni, sindrome caudale o deficit neurologici progressivi.

Solo in presenza di indicazioni chiare, come ad esempio un'ernia del disco con paralisi pronunciata o la sindrome caudale, si rende necessario un rapido intervento chirurgico. Nella maggior parte dei casi, tuttavia, è raccomandabile ricorrere prima di tutto a una terapia conservativa. Infatti, si dovrebbe prendere in considerazione un intervento chirurgico solo dopo che si sono esaurite tutte le opzioni non chirurgiche.

Consigli pratici per la vita di tutti i giorni

Thea Leiter, fisioterapista del Servizio di Riabilitazione dell'Ospedale di San Candido, ha sottolineato l'importanza di svolgere regolarmente attività fisica nella vita quotidiana. Alzarsi, sollevare e trasportare oggetti in modo corretto rappresentano elementi fondamentali della prevenzione. Il messaggio chiave della serata è stato: “Il movimento è la medicina del 21° secolo”. Per questo motivo, la Leiter ha invitato i partecipanti a sperimentare dal vivo alcuni esercizi che è possibile eseguire comodamente da seduti e in piedi.

Alla tavola rotonda conclusiva ha partecipato anche il dott. Andreas Schwarz, Primario del Reparto di Neurochirurgia dell'Ospedale di Bolzano. Questi, intervenendo, ha spiegato come la schiena sia l’area del corpo in cui si riverberano maggiormente i propri malesseri. In caso di dolore, fondamentale è più la valutazione clinica che non la diagnostica. In questo modo è possibile evitare prescrizioni non necessarie.

Nell’ambito della tavola rotonda è stata ribadita la morale della serata: il mal di schiena è ampiamente diffuso e nella maggior parte dei casi è un dolore innocuo. La carenza di attività fisica, la posizione seduta prolungata e lo stress psicosociale contribuiscono a farlo insorgere. Ma ognuno ha tra le mani la propria salute e può quindi prevenirlo attivamente con un'attività fisica regolare.

Video dell'evento
Conferenza "Salute a schiena dritta" - YouTube

Informazioni per i media: Ripartizione Comunicazione, Azienda Sanitaria dell’Alto Adige, Tel. 366 698 2268

IG/AC

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