Dieta e festività: «Niente rinunce ma buon senso»
Michael Kob, Primario reggente del Servizio di Dietetica e Nutrizione Clinica, fornisce molti consigli utili per affrontare al meglio le festività natalizie senza il timore di “esagerare” a tavola.
In questo periodo dell’anno in cui gli eccessi alimentari sono sempre dietro l’angolo, trovare una “parola d’ordine” univoca inneggiante alla salute è un esercizio non semplice.
Nella seguente intervista, prova a fornirla il Primario reggente Michael Kob ed è “consapevolezza”. Nello stare a tavola, nell’evitare rinunce e, al contempo, nel saper prestare attenzione alle reali necessità di corpo e psiche. Il tutto, fornendo informazioni importanti sullo stato delle cose in Alto Adige in tema di alimentazione. Ad esempio, in rapporto all’incidenza della pandemia sui disturbi alimentari.
Aldilà delle festività natalizie, è opinione comune che in inverno si tenda a mangiare di più: conferma?
Sì è così. Il freddo stimola l’appetito anche perché l’energia assunta tramite gli alimenti viene utilizzata per creare calore in misura maggiore. Quindi, si tratta di un meccanismo fisiologico per regolare la temperatura corporea. In più, muovendoci di meno, il bilancio energetico non può che essere positivo poiché assumiamo più calorie di quante ne consumiamo.
Soffermandoci sulle festività, quando si è più inclini agli eccessi alimentari, si registra un’incidenza anche sui ricoveri ospedalieri dovuti a tale aspetto?
Direi di no, anche perché un eccessivo consumo di cibo, se occasionale, non è legato a un rischio di complicanze acute immediate e non porta al ricovero ospedaliero. Anzi, in riferimento all’alimentazione, registriamo maggiori ricoveri in estate a causa della disidratazione. Ciò riguarda soprattutto gli anziani che mangiano e bevono di meno rispetto al resto della popolazione.
Per chi ha deciso di affrontare un percorso di dimagrimento, questo è un periodo complicato: darebbe qualche consiglio a queste persone che magari già fanno i conti con la difficoltà di dover modificare le proprie abitudini alimentari?
La parentesi natalizia cade una volta all’anno e penso che non ci si debba privare di nulla e nemmeno che sia necessario non partecipare a feste o cene. È ovvio, però, che si possano fare scelte più consapevoli, evitando di eccedere nel consumo di alimenti ipercalorici. Mi riferisco a dolci, alcolici e i condimenti. Questi ultimi, spesso costituiscono le maggiori fonti di calorie in eccesso.
Farebbe qualche esempio concreto di quali piatti invernali sarebbe meglio evitare di consumare in eccesso?
Pietanze piuttosto caloriche e che non danno senso di sazietà sono gli affettati, le salse come la maionese e, appunto, i dolci. Consumare un piatto a base di carne o pesce è un conto ma se poi aggiungo olio, salse e magari panna e formaggi, l’apporto calorico aumenta a dismisura. Con i dolciumi, poi, l’effetto “uno tira l’altro” è un classico esempio di come non conferiscano sazietà nell’immediato.
Il suo reparto registra un aumento di visite nel post festività natalizie o la situazione è stabile tutto l’anno?
Solitamente c’è un aumento significativo sia dopo questo periodo come anche poco prima dell’estate quando, per la “prova bikini”, tutti vogliono perdere qualche chilo prima di andare al mare.
Cosa pensa dei cali rapidi di peso?
Possono essere pericolosi e determinare il cosiddetto effetto “yo-yo”. Vale a dire, perdo peso in poco tempo ma in un secondo tempo lo recupero con gli interessi. Tanti su e giù della lancetta della bilancia sono più dannosi del mantenere stabile un’eventuale condizione di sovrappeso.
E dei digiuni?
Negli ultimi anni ci sono stati diversi studi su varie tipologie di digiuni. Abbiamo constatato che in determinate situazioni possono essere utili poiché hanno un effetto antinfiammatorio, migliorano la glicemia e sembra che stimolino anche il sistema immunitario. Tuttavia, restano forme di intervento piuttosto drastiche e che quindi andrebbero seguite da personale sanitario. Soprattutto se si soffre di determinate patologie come diabete, ipertensione o problematiche metaboliche.
Accennava prima al binomio socialità e dieta: spesso, sono due elementi che non vanno molto d’accordo. A suo parere, è meglio darsi il classico “pizzico sulla pancia” e ordinare cibi in linea con il proprio piano alimentare o saltare qualche momento di convivialità perché così facendo le cose sono più semplici? In ogni caso si andrebbe incontro a un contraccolpo psicologico…
Forse una via di mezzo. Sceglierei di partecipare a questi momenti ma se vado a prendere un aperitivo con gli amici cerco di evitare di mangiucchiare continuamente patatine e noccioline. Posso limitarmi anche nel consumo di alcolici, magari intervallando i due bicchieri di vino o birra con uno di acqua minerale.
Lo stesso vale per le cene: si può mangiare più del solito ma magari bisognerebbe evitare di spiluccare pane per intrattenersi nell’attesa del piatto oppure di consumare biscotti e alcol scriteriatamente, quasi per distrazione. Ecco… bisogna essere più consapevoli del momento che si sta vivendo e non assumere cibi e bevande come automi.
Lo scoppio della pandemia ha avuto come conseguenza anche un aumento dei disturbi alimentari?
Abbiamo appurato, a livello internazionale ma anche qui in Alto Adige, che i pazienti con disturbi del comportamento alimentare sono purtroppo aumentati con un incremento di casi di anoressia e bulimia. Inoltre, abbiamo registrato un peggioramento della situazione anche per chi soffriva già di queste patologie. Questo è un dato piuttosto preoccupante perché c’è stato un abbassamento dell’età media dell’insorgenza. Se prima vi era una netta prevalenza di donne tra i 16 e i 24 anni, nell’ultimo biennio abbiamo avuto anche minorenni di 12-13 anni con forme di anoressia gravi. Infine, una tendenza negativa ha riguardato anche chi era già in sovrappeso o obeso.
Cosa augura per questo 2023 a chi si è rivolto o a ha intenzione di rivolgersi al Servizio di Dietetica e Nutrizione clinica?
Oltre agli auguri, lascio loro un paio di consigli: quello di vivere il percorso dietologico in maniera positiva e di approfittare dell’aiuto delle operatrici e degli operatori, contribuendo a instaurare un rapporto di reciproca fiducia. Infine, di non saltare i pasti prima dei vari pranzi e cenoni di Natale perché il senso di sazietà aiuta a controllarsi meglio durante queste occasioni.
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Ripartizione Comunicazione, Azienda sanitaria dell'Alto Adige.
RL