“Nella sfortuna, ho avuto una grande fortuna”
Ci sono voluti solo tre mesi prima che Gottfried Burkia si riprendesse da un grave incidente in mountain bike. Ciò grazie alle ottime cure ricevute: dal primo soccorso sul luogo dell’incidente all’intervento chirurgico, dalla riabilitazione fino alla fisioterapia. Infine, ma non meno importante, la tenacia con la quale ha lottato per tornare a casa ha fatto la differenza.
Una brutta caduta
Un sabato mattina di giugno, come gli era solito fare, Gottfried Burkia ha riempito la macchina del caffè e preparato la tavola prima di intraprendere uno dei suoi tour in mountain bike. Di ritorno, avrebbe trovato tutto pronto per poter gustare un caffè insieme alla sua compagna, che quella mattina era di turno alla casa di riposo. Solo che, quel giorno, le cose sono andate diversamente da come immaginava.
Il ciclista 59enne, ben allenato ed esperto, aveva affrontato i 1.000 m di dislivello tra Merano ad Avelengo e aveva deciso di premiarsi con cappuccino e strudel di mele prima di rincasare. Probabilmente, la colpa di quanto sarebbe accaduto da lì a poco ricade sui suoi occhiali, iscuritisi sotto il sole di mezzogiorno, tanto da compromettere la visuale di Gottfried. Il risultato è stato che, durante la discesa, curvando troppo verso destra all’interno di una galleria, ne ha urtato la parete schiantandosi al suolo a grande velocità. Da quel momento in poi, buio totale: non ricorda più nulla. A seguito del violento impatto, l’applicazione per gli incidenti installata sul suo smartphone ha avviato automaticamente la chiamata di emergenza al 112 e i primi soccorritori sono giunti rapidamente sul posto.
Primo soccorso
Gottfried ha ripreso conoscenza solo in ambulanza. Quando ha sentito il medico d’urgenza discutere con l’altro soccorritore presente se fosse il caso di chiamare l’elicottero, ha capito che la sua era stata una brutta caduta. La prima cosa che ha fatto è stata cercare di muovere le gambe, poi ha chiesto al medico di contattare la sua compagna. “Gli ho comunicato il codice di sblocco per poterla avvisare e ho appreso che mi stavano trasportando al Pronto soccorso dell’Ospedale di Bolzano. Ho anche sentito il medico dire alla mia compagna che le mie condizioni non erano delle migliori”. I farmaci che gli erano stati somministrati stavano facendo effetto poiché Gottfried non avvertiva dolori forti ed era tranquillo e composto.
Al Pronto soccorso dell’Ospedale di Bolzano, gli eventi si sono succeduti rapidamente. Burkia è stato sottoposto a una radiografia e a un esame cranico con risonanza magnetica. Aveva perso due denti e aveva numerose fratture: allo zigomo, alla clavicola e a tre costole. Inoltre, aveva una scapola frantumata e l’osso pubico rotto: era proprio quest’ultimo a procurargli maggiormente dolore. L’intero lato sinistro del corpo era ferito e bloccato. Nella prima settimana dopo l’incidente, Gottfried è stato ricoverato all’interno del Reparto di Chirurgia vascolare e toracica dell’Ospedale di Bolzano e quei giorni sono stati molto difficili per lui. “Quando ero a letto, in realtà non avvertivo dolore. Le cose peggioravano quando dovevo alzarmi o venivo trasportato altrove per gli esami. È stato un bene che le infermiere e gli infermieri siano sempre stati molto sensibili e mi abbiano concesso tutto il tempo necessario”.
Operazione e riabilitazione
Appena due giorni dopo la caduta, Gottfried è stato operato alla clavicola da Martin Köllensperger, ortopedico dell’Azienda sanitaria dell’Alto Adige. A Gottfried è stata applicata una placca con sette viti e la spalla è stata immobilizzata per cinque settimane. Tuttavia, ha potuto iniziare immediatamente la fisioterapia. L’operazione è andata bene e, nonostante le gravi lesioni, Gottfried ha mantenuto intatti ottimismo e fiducia.
“Credo che per la mia compagna sia stato peggio che per me. Era molto scioccata a seguito della telefonata del medico d’urgenza e dopo avermi visto al Pronto soccorso prima che le ferite mi fossero medicate. Un altro momento particolarmente brutto per lei è stato quando a casa ha trovato le due tazzine da caffè pronte all’uso”. Appena una settimana dopo, Gottfried Burkia è stato trasferito al Centro terapeutico Salus di Prissiano per la riabilitazione ospedaliera. Il soggiorno lì è stato molto intenso: ha fatto fisioterapia e ginnastica di gruppo al mattino, ergoterapia ed elettroterapia dopo pranzo e ancora fisioterapia alle 16:00. “Ho sofferto tanto specialmente nella prima settimana. Ma, come atleta, sono un combattente e riesco a sopportare il dolore”, ricorda Gottfried. “Mi sono state proposte molte opzioni terapeutiche ed è fondamentale saperle sfruttare al meglio, così come impegnarsi nel farle. I progressi sono arrivati presto e questo mi ha spronato ancora di più. La mia guarigione è proceduta speditamente, nonostante io sia diabetico, cosa che avrebbe potuto ritardare il mio pieno recupero”. Anche per quanto riguarda il diabete, Gottfried è sempre stato molto scrupoloso. Racconta di essersi trasformato in “un mezzo matematico” a causa del calcolo dei carboidrati, ma col tempo ha imparato a gestirlo e i suoi valori sono sotto controllo, tanto che, non hanno influito sulla guarigione delle numerose ferite e fratture.
Fisioterapia ambulatoriale
Dopo quattro settimane di riabilitazione intensiva presso il Centro terapeutico Salus, il 59enne meranese è stato dimesso. Una volta a casa, quando ha visto casco, scarpe e gli indumenti che indossava ricoperti di sangue e lacerati, ha avuto conferma una volta di più di quanto fosse stato grave l’incidente occorsogli: “Mi sono detto che ero stato davvero fortunato”.
La riabilitazione, però, non era ancora finita. Infatti, da quel momento in poi, Gottfried Burkia doveva recarsi all’Ospedale di Merano, sua città natale, per la fisioterapia in ambulatorio. “Con il fisioterapista Felix Stirner, le cose sono andate davvero bene. Lui è giovane, preparato e ha un approccio moderno. Sono sempre riuscito a lavorare bene con lui – racconta Burkia –. Mi ha anche insegnato degli esercizi da effettuare a casa. A causa della mia ambizione, all’inizio mi sono allenato troppo, quindi Felix ha dovuto rallentarmi. Inoltre, mi ha messo in guardia sul fatto che la fisioterapia può anche essere dolorosa. La spalla ha recuperato la mobilità grazie ad essa e a un programma di esercizi mirato”.
Gottfried ha dovuto esercitare principalmente il braccio infortunato, utilizzando fasce elastiche e pesi ma, in sostituzione, anche bottiglie riempite con un litro e mezzo d’acqua mentre era a casa. Inoltre, usava regolarmente la sua cyclette domestica e cercava di camminare il più possibile. A causa del dolore, all’inizio riusciva a deambulare solo per cinque minuti ma a metà settembre era stato già in grado di fare una passeggiata di 16 km lungo la roggia di Lagundo.
“Nella sfortuna, ho avuto una grande fortuna”
Gottfried Burkia, che si definisce un ottimista, è stato molto fortunato nonostante le circostanze. Già tre mesi e mezzo dopo la grave caduta in mountain bike, era completamente libero dai dolori e aveva riacquistato il 100% della mobilità. Con volontà ferrea e spirito combattivo, aveva stupito sia i medici che il suo fisioterapista perché, secondo gli esperti, le/i pazienti impiegano mediamente fino a 12 mesi per riprendersi da un incidente così grave.
È stato persino in grado di tornare al lavoro, nonostante il fatto che, in qualità di caporeparto in un magazzino di tecnologie di fissaggio, svolga anche un mestiere fisicamente impegnativo. Infine, Gottfried non ha alcuna intenzione di appendere la bici al chiodo: “Ho dovuto promettere alla mia compagna che non avrei più fatto escursioni in mountain bike. Ma ho già ordinato una nuova bicicletta da corsa e la utilizzerò a partire dalla prossima stagione”.
VS/RL
Crocevia, questo è il titolo con cui l’Azienda sanitaria dell’Alto Adige presenterà, a cadenza regolare, le storie dei pazienti e i loro toccanti vissuti nella sfera della salute.